Written by  Gianluca Botti

26# IL VELODROMO OLIMPICO DI ROMA

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Sembrava che la terra si fosse increspata per accogliere quel nastro perfetto di dussier del Camerun sul quale si erano rincorsi sogni olimpici. Lo stupore era unanime: è il più bello del mondo!!

Unico tra tutti gli impianti delle Olimpiadi di Roma del '60, il suo progetto fu scelto con un concorso. A vincere fu il gruppo degli architetti C. Ligini, D. Ortensi e S. Ricci, strutture dell’ing. F. Guidi.

A realizzare l’impianto dal '57 fu l’impresa Palmieri, mentre la splendida pista in legno fu realizzata dalla milanese Bonfiglio & C. di Milano su progetto degli architetti C. e H. Schurmann.

Le gradinate, in maniera innovativa, variavano la loro inclinazione in maniera da rimanere sempre in linea con la pista; ogni gruppo di due posti era longitudinalmente disassato rispetto a quelli limitrofi, ma sempre sull'asse di miglior visibilità del tracciato ciclistico.

Su quella pista si vinsero medaglie, si infransero record, si realizzarono sogni, poi l’oblio… Inspiegabilmente questo splendido impianto fu abbandonato e, un po’ meno inspiegabilmente, per fare spazio ad altri interessi, fu demolito, lasciando tutt’ora un vuoto che difficilmente sarà colmato in maniera adeguata…

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