Written by  Gianluca Botti

25# LA DIGA DI SANTA GIUSTINA

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Dicono che la difficoltà aguzza l’ingegno, a noi italiani non è mai mancata né l’una né l’altra cosa. Quando l’Ing Claudio Marcello si trovo davanti alla forra scavata dal torrente Noce nelle montagne della Val di Non comprese subito che quella roccia fratturata non lo avrebbe fermato dal realizzare la diga più alta che avesse mai visto.
Siamo all’inizio degli anni ’30, il progetto è ambizioso, una diga ad arco alta 152 m, spessa 16,50 m alla base e 3,50 m al coronamento, 110.000 mc di calcestruzzo per domare la spinta di un invaso di 180 mln di mc d’acqua.
Prima di realizzare l’opera bisogna però consolidare la roccia.
1943, la società Edison inizia a scavare le fondazioni al piede e sui fianchi della forra, vengono asportati 115.000 mc di materiale. Al piede le iniezioni vengono spinte fino a 60 m sotto il piano fondale, sui fianchi si scavano tre cunicoli per spalla profondi 100m dai quali vengono realizzate iniezioni radiali. In totale vengono eseguiti 18.424 m di fori e assorbiti 10.205 q di cemento.
Solo nel 1951 si inizia ad innalzare la diga che, completata in soli 5 anni, può fregiarsi, per poco, del titolo di Diga più alta d’Europa.
Non esistono difficoltà tecniche, esiste solo la volontà di far progredire il paese…
 

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