Written by  Gianluca Botti

17# IL PALAZZETTO DELLO SPORT DI ROMA

(1 Vote)

Braccia e gambe, muscoli e tendini. 36 atleti tesi nello sforzo di reggere il peso di un “cielo” di cemento armato ricamato come un merletto. Gesto atletico che sostiene lo spazio dei gesti atletici, lo spazio dei sogni olimpici.

E’ il 1956, le olimpiadi romane sono alle porte, serve un palazzetto moderno, funzionale ed elegante per ospitare le competizioni. Il Coni si rivolge a Pier Luigi Nervi ed Annibale Vitellozzi. Dalle loro menti esce una delle opere più iconiche dell’architettura moderna del nostro paese.

Una cupola tesa, orlata come un tessuto prezioso, di 78 m di diametro realizzata con moduli prefabbricati di cemento armato a losanga di dimensioni decrescenti verso il centro. A sostenere la volta 36 cavalletti a forma di Y, disposti lungo il perimetro dell'impianto a una distanza angolare di 10 gradi e lineare di 6,30 metri l'uno dall'altro, inclinati secondo la tangente al punto di intersezione con la calotta in cemento.

A realizzare le opere strutturali in cemento è la Nervi & Bartoli. Costo totale 263 milioni di lire dell'epoca.

I lavori di costruzione, iniziati nel luglio 1956, terminano il 15 settembre 1957: il primo dei tanti record che ospiterà…

socialshare

share on facebook share on linkedin share on pinterest share on youtube share on twitter share on tumblr share on soceity6