Written by  Gianluca Botti

14# IL VIADOTTO POLCEVERA

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Una storia della quale conosciamo tutto, o quasi. Una storia che, personalmente, mi ha toccato nel profondo, lasciandomi senza parole per un intero mese.

43 vittime, 15 feriti, più di 600 sfollati.

In questa fine estate mi sono chiesto più volte come avrei potuto tornare a scrivere delle glorie passate dell’ingegneria italiana dopo un fallimento del genere. Da dove ricominciare? Forse proprio da qui...

Abbiamo ascoltato teorie, accuse, e cacce alle streghe. Giornali che pubblicavano mappe con evidenziati i ponti di Morandi, mancavano solo i percorsi alternativi per evitarli come la peste.

Che questo disastro abbia molti padri è evidente a tutti, primo fra tutti l’incuria e la negligenza, sarà la magistratura a dirci con esattezza nomi e cognomi, resterà comunque sospeso il giudizio storico su chi ha ideato la struttura.

Non sono certo io a poter dire se Morandi sia stato un genio o un giocatore d’azzardo. Credo che Morandi, come le sue opere, sia stato un figlio del suo tempo. Quei fantastici anni ’60 nei quali si ricercava la bellezza nel concetto di massima efficienza e di minimo strutturale, si credeva che il calcestruzzo fosse eterno e si aveva una sconfinata fiducia nel futuro... mal riposta...

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